Sanremo 2027, il regolamento: 24 artisti e un limite all'intelligenza artificiale
Pubblicato sul sito della Rai il testo della 77ª edizione: 24 artisti in una categoria unica, niente Nuove Proposte all'Ariston, il rappresentante all'Eurovision scelto in una serata dedicata e una clausola che esclude l'intelligenza artificiale dove sostituisce l'autore.
Il regolamento del Festival di Sanremo 2027 è online sul sito della Rai. Il documento porta la data del 18 settembre ed è stato presentato lunedì 21 negli studi Rai di Milano da Stefano De Martino, conduttore e direttore artistico, e da Claudio Fasulo: una conferenza stampa dedicata al solo regolamento, che negli anni scorsi veniva pubblicato senza presentazione.
Sono tre i cambiamenti che riguardano la gara, e ognuno tocca qualcosa che al Festival non si toccava da tempo: quanti sono i cantanti in gara e in quante categorie, chi va all'Eurovision, e che cosa può stare dietro a una canzone.
Una gara sola, 24 artisti
Il testo prevede «una gara tra 24 interpreti-esecutori, di riconosciuta fama e valore, in un'unica categoria, definiti anche Campioni». Nel 2026 erano trenta Campioni più quattro Nuove Proposte, con due classifiche e due vincitori.
L'espressione «Nuove Proposte» nel documento non compare. Resta però il percorso dei giovani, che ora sbocca in un posto solo: fra i 24 artisti, scrive la Rai, «sarà ricompreso l'Artista vincitore della Serata Sarà Sanremo edizione 2026». Sanremo Giovani e la serata finale «Sarà Sanremo» quindi rimangono; spariscono le eliminatorie che negli anni scorsi la precedevano.
In conferenza stampa De Martino ha aggiunto che i due percorsi di selezione confluiranno in uno: «Abbiamo fatto in modo che Area Sanremo, che raccoglie come Sanremo Giovani tutte le nuove proposte, confluissero in un'unica direzione: sei artisti verranno presentati durante il prime time di Rai 1 al grande pubblico. Da quest'anno tre artisti arriveranno da Area Sanremo e tre da Sanremo Giovani».
Sul numero dei Campioni, che nelle ultime edizioni si era quasi sempre allargato all'ultimo momento, ha messo le mani avanti: «Vi dico già che resteranno 24, nonostante chiunque mi dica "ah, ma tanto poi vedrai che allargherai". No, perché questo impianto è fatto apposta per contenere, per dare spazio a 24 artisti: altrimenti non avremmo abbastanza tempo per farli esibire tutti, soprattutto per la serata del venerdì».
La serata del venerdì e l'Eurovision
È la novità che cambia un meccanismo vecchio quanto la partecipazione italiana all'Eurovision. La quarta serata, venerdì 19 febbraio, si chiama Serata Performance: i 24 artisti rieseguono il proprio brano in gara «con modalità esecutive e/o tipologie di esibizione differenti rispetto a quelle delle altre Serate». Testo e musica restano quelli; cambiano arrangiamento, esecuzione e messa in scena, d'accordo con la direzione artistica.
Chi arriva primo quella sera, dice il regolamento, «sarà designato da Rai a rappresentare l'Italia all'edizione 2027 dell'Eurovision Song Contest». Fino al 2026 a decidere era la vittoria del Festival, un automatismo che negli anni ha prodotto anche qualche passaggio di mano: nel 2016 gli Stadio rinunciarono e andò Francesca Michielin, nel 2025 rinunciò Olly e andò Lucio Corsi.
La classifica di questa serata non entra in quella generale. A votarla sono due sole giurie, pesate al 50% ciascuna: la Giuria Popolare e una nuova Giuria Internazionale di Esperti, che vota solo qui. De Martino l'ha descritta così: «È in definizione, come all'Eurovision: prenderemo praticamente degli esperti dell'intrattenimento e dello spettacolo, quindi tra coreografi, produttori musicali, gente che fa questo mestiere in Europa».
Due precisazioni arrivate dalla conferenza stampa e non scritte nel testo: sul palco non ci saranno ospiti, perché «deve essere l'artista in gara a esibirsi», e all'Eurovision andrà comunque la versione originale, «quello che abbiamo ascoltato e valutato nel martedì e nel mercoledì». I brani restano lunghi tre minuti e mezzo come al Festival, non i tre richiesti dall'Eurovision: «Poi, se dovesse vincere in quella serata, per l'Eurovision dovrà riadattare il pezzo».
La clausola sull'intelligenza artificiale
Sta nel capitolo «Le Canzoni», al punto E, e parte da un principio prima che da una regola:
Le canzoni dovranno essere espressione della creatività umana. Non potranno quindi essere utilizzati — nella loro ideazione, nella composizione di musica e testi e nella loro realizzazione — sistemi o strumenti di intelligenza artificiale, qualora tale impiego comporti la sostituzione, l'alterazione o lo snaturamento del contributo creativo umano che costituisce caratteristica essenziale delle canzoni partecipanti.
Il passaggio successivo dà alla Rai il modo di controllare: Rai e direttore artistico si riservano «la facoltà di utilizzare ogni mezzo tecnologico disponibile per verificare e valutare l'eventuale utilizzo di sistemi e strumenti di intelligenza artificiale nell'ideazione, composizione e realizzazione delle canzoni».
Il divieto non è assoluto: scatta quando l'uso «comporti la sostituzione, l'alterazione o lo snaturamento del contributo creativo umano». Che cosa succeda a un impiego che sotto quella soglia resta, il regolamento non lo dice.
De Martino ha raccontato da dove nasce la norma, «a noi piacerebbe riportare il tratto umano al centro di questo evento», e ha ammesso che il come è ancora un problema aperto: «Come scovare l'intelligenza artificiale è una grande domanda che ci siamo posti anche noi. Metteremo a disposizione tutti i software e tutti i professionisti che abbiamo».
L'autotune resta, ma diventa un criterio
Domanda vicina, risposta diversa. Sull'autotune non c'è nessun divieto, e non ci sarà: «Non può essere un divieto ma un criterio di selezione, perché c'è tutta una scena musicale che ne fa un uso stilistico, un po' come il vocoder negli anni 80. Se togliamo l'autotune decidiamo di non portare più il rap e la trap a Sanremo, cosa che lo renderebbe non contemporaneo».
Il confine, ha spiegato, passa dall'uso: «Non arriverà mai in gara una canzone di un artista che pretende di cantare come Céline Dion e lo fa grazie all'autotune. Ma se l'utilizzo è palese e a favore del genere, se la natura del progetto è aderente all'autotune, allora va bene. Questa è una gara di canzoni, non una gara di canto, ma bisogna anche saper cantare». All'Eurovision l'autotune è vietato; a Sanremo no.
Come si vota, sera per sera
Tutti i 24 artisti sono sul palco tutte e cinque le sere. Le giurie restano tre, Sala Stampa Tv e Web, Radio e Giuria Popolare, più quella internazionale della sola serata del venerdì, e cambiano di peso a seconda della sera:
- martedì 16, i brani in gara: Sala Stampa 67%, Giuria Popolare 33%
- mercoledì 17, i brani in gara: Radio 67%, Giuria Popolare 33%
- giovedì 18, serata delle cover: Giuria Popolare 34%, Sala Stampa 33%, Radio 33%
- venerdì 19, Serata Performance: Giuria Popolare 50%, Giuria Internazionale 50%
- sabato 20, finale: Giuria Popolare 34%, Sala Stampa 33%, Radio 33%
La classifica generale nasce dalla somma di prima, seconda e quinta serata. Le due serate evento, cover e performance, hanno una classifica propria che non si somma.
Da quella generale escono da tre a cinque canzoni, annunciate senza ordine di piazzamento; nell'ultima fase vota soltanto la Giuria Popolare, e quel voto pesa il 50% incrociandosi con i punti accumulati nelle serate di gara. Quanti saranno i finalisti il regolamento non lo fissa. De Martino propende per cinque: «Mi piacerebbe avere gli ultimi cinque in gara: restituisce un po' più di respiro al Festival».
Sul perché in fondo il pubblico pesi tanto, dopo che nelle prime sere contano di più le giurie tecniche: «Questo è un setaccio, una bolla che abbiamo creato ad hoc per una gara con criteri più giusti, ma sappiamo tutti che dal giorno dopo, nella vita reale, è il pubblico a determinare il successo di artisti e canzoni».
Per la serata delle cover il regolamento chiede un brano pubblicato entro il 31 dicembre 2026; l'ospite è possibile ma non obbligatorio.
Si vota anche dall'app di RaiPlay
La Giuria Popolare non è più solo il televoto. Debutta il voto online, che passerà dall'app di RaiPlay, sarà gratuito e chiederà una registrazione con email e numero di telefono. Ogni utente potrà esprimere al massimo tre preferenze; voto telefonico e voto online verranno sommati per ciascun artista, «come la total audience». Le percentuali con cui pesare l'uno e l'altro, ha detto Fasulo, sono ancora in lavorazione.
Il televoto tradizionale resta, e resta per una ragione pratica: «Ci siamo chiesti se fare solo l'app, ma poi abbiamo pensato: una signora ottantenne può ancora usare il telefono fisso per votare».
Le date che contano adesso
Il termine per presentare le proposte è il 23 novembre; i nomi degli artisti scelti potranno essere resi pubblici a partire dal 29 novembre. La 77ª edizione va in onda su Rai 1 dal 16 al 20 febbraio 2027, al Teatro Ariston.
Sul cast il regolamento non dice niente, e De Martino ha rimandato: sui Måneskin resta l'invito senza conferme, sugli ospiti ha detto di preferire «un grande cast di artisti italiani che basti un po' a se stesso» a «una locandina di nomi».
Il testo completo
Il regolamento integrale, in PDF, è pubblicato dalla Rai: Regolamento del Festival di Sanremo 2027.
Le fonti
- Rai, regolamento del Festival di Sanremo 2027 — il testo ufficiale, in PDF, datato 18 settembre 2026
- All Music Italia, 21 settembre 2026 — lettura del regolamento articolo per articolo
- All Music Italia, 21 settembre 2026 — la conferenza stampa di presentazione
- Adnkronos, 21 settembre 2026 — le novità del regolamento e il calendario delle selezioni